DIARI MARTA TOUR EUROPEO (Maggio 05)

Berlino Werk 9

Prima del sound-check abbiamo fatto un giro a piedi per le strade vicine al locale. Palazzi strani, robe moderne, vetrate, colori particolari… È moderna, spaziosa, poco trafficata, una città quasi sospesa, un’atmosfera unica. Ma non finisce di piacermi. Mi sembra il silenzio dopo la tempesta… o prima. Che è pure peggio. Abbiamo anche visto i resti del famoso “Muro”; non mi è chiaro se sia caduto davvero o se è più presente ora di allora. Non so, ho avuto sensazioni strane. Comunque non c’è tempo per questa filosofia: torniamo al locale e facciamo il sound-check.

Vienna - Arena

A Vienna abbiamo approfittato di un paio d’ore libere per andare a vedere la HundertWasswe Haus e il Prater, con annessa foto session per il sito. Anche fuori dal centro questa città ha il suo fascino e io mi ci sento terribilmente a mio agio. È un’isola felice di vitalità e di pace in cui ho serie intenzioni di tornare presto da turista. Do momentaneamente appuntamento al Danubio Blu alla prossima volta e si torna al locale.

Dopo lo Show

Ripartiamo e ci dirigiamo verso il KrankenHaus dove Alex avrebbe potuto essere visitato alla gamba. Già, perché da venerdì aveva una strana “abrasione-infezione?” in un polpaccio, che Stephan dei Limbogott (infermiere fuori dal palco) gli aveva consigliato di fare vedere ad un medico. Arrivati all’ospedale e trovata miracolosamente l’entrata, io e Alex e il vocabolario di tedesco ci siamo messi nella sala d’attesa, chiacchierando e commentando questa tournèe. Dopo l’accettazione, i moduli in tedesco da compilare e l’attesa davanti alla sala “E”, Alex viene visitato da un dermatologo che gli dice: no doubt, this is a SPIDER…!!!

Attraversando la Repubblica Ceca – Viaggio da Vienna ad Amburgo

La Repubblica Ceca è un altro mondo, fatto di distese di niente, omini in bicicletta alle 4 del mattino, camion, Skoda, casette che sembrano quelle dei Lego, cartelli stradali con scritte di consonanti e accenti di tutti i tipi talmente illeggibili da rendere il tedesco adorabile.

Dopo il lungo viaggio, arrivati ad Amburgo

Al mattino ci rifocilliamo in un bar gestito da un tunisino con madre italiana, gentilissimo e carino. Stiamo tutti un po’ meglio. Andiamo al Markthalle, sistemiamo le nostre cose, parliamo con i tipi del locale e ci prepariamo per le nostre tre ora libere da passare ad Amburgo in giro a piedi per la città. Ci sono canali d’acqua dappertutto e l’atmosfera è un mix tra Venezia e Firenze. Negozi di alta moda, gente elegantissima, ragazze alte e belle ovunque. Livello alto insomma, si vede che è una delle città più ricche d’Europa. Molto bella la piazza, il parco e la passeggiata sull’acqua. Camminando, ci godiamo la città, ci rilassiamo e ci ricarichiamo. Tornati al locale siamo come nuovi.

Concerto al Markthalle

È la serata delle Jam. Durante il Live dei Limbogott io salgo sul palco come guest in Survivor nella loro versione rivista e corretta. Mi sono trovata subito a mio agio e mi sono divertita un sacco; anche il pubblico ha apprezzato parecchio. Poi il live dei Mad Doggin’ ha ospitato Lars dei Limboott e Yuri. L’integrazione tra le bands è ormai evidente. I complimenti del pubblico si susseguono in un incessante “Great Show”, “Very Cool”, “Fucking Amazing”… e questo ci fa molto piacere!

Oldenburg - Amadeus

L’Amadeus è esattamente nel centro pedonale di Oldenburg e procedere con i nostri mastodontici mezzi tra la gente a passeggio e i tavolini dei bar è stata un’impresa. Pomeriggio travagliato quindi, inoltre il caldo è anomalo e asfissiante. Ma poi la serata è ottima: il sound sul palco e fuori dal palco è molto buono, la gente partecipa attivamente, i ragazzi in prima fila conoscono tutti i nostri pezzi a memoria e li cantano insieme a noi. Il nostro show è perfetto e alla fine della scaletta la gente ripete in coro: “We want more!”.

Ultimo giorno, dopo lo show all’Abdera di Biberach

Facciamo su i bagagli, ci prepariamo alla partenza e torniamo dentro all’Abdera per foto di gruppo e saluti vari. I rapporti umani tra le tre bands erano ottimi e c’è emozione nell’aria. Alcuni di questi ragazzi mi hanno colpito, ma ancora di più si sente che tutti si sono affezionati a noi, a questo gruppo di matti italiani, dalla battuta pronta e dai modi amichevoli. Abbiamo condiviso molte cose in questi dieci giorni e c’è una specie di legame. Baci e abbracci e appuntamento sulle message boards dei nostri siti. E come ho scritto a Lars dei Limbogott nel mio tedesco scolastico: “Wir fahren jetzt nach Hause, aber wir werden immer Freund sein”.

Back Home

L’Italia ci ha accolti con temperature tropicali. Ci sono ottimi post sulle message boards di tutte e tre le band del tour. Si chiude qui il diario di questa avventura in terra straniera. Spero di poter rileggere queste pagine in futuro sorridendo della fatica fatta per raggiungere grandi traguardi.

Marta Innocenti